martedì 11 novembre 2014

La nevrosi universale del nostro tempo


Il filosofo che non si riconosce solo nella filosofia parlata e scritta (perlopiù accademica), ma cerca un filosofia pratica come cura del Sé e come stile di vita, può fare sue queste parole di Jolande Jacobi che definiscono in modo chiarissimo il processo di individuazione junghiano e ci aiutano a cogliere il senso dell'analisi biografica a orientamento filosofico: "... Jung ha ragione di chiamare prospettico il suo metodo, in contrasto col metodo retrospettivo che ritiene salutare la scoperta di cause remote. Essendo esso un metodo per la scoperta e la regolazione del Sé, per l'attivazione della funzione etica, non è affatto legato alla malattia e alla nevrosi. Sebbene sia una malattia quella che dà sovente l'occasione per mettersi su questa strada, altrettanto spesso ciò che induce a percorrerla è l'aspirazione a trovare un senso della vita, a ristabilire la perduta fede in Dio o in se stessi... Sembra che proprio questa sia la nevrosi universale del nostro tempo, in cui le fondamenta di tutti i valori vacillano minacciosamente e l'umanità è in preda a un completo disorientamento spirituale e psichico... L'approfondire e ampliare la coscienza rendendo coscienti i contenuti inconsci è una "chiarificazione", è un atto spirituale" (J. Jacobi, La psicologia di C.G. Jung, 2014, Bollati Boringhieri, pagg. 163-164).

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