mercoledì 15 ottobre 2014

Uno e molti


Torno sul tema dell'unità complessa tra mente e corpo. La questione è di centrale importanza, perché l'essere umano è preda di un paradosso costitutivo: psiche e materia, mente e corpo sono livelli differenti, seppur connessi, di un unico essere. Questa unità è per natura sottoposta al rischio continuo di scissioni e separazioni tra i suoi componenti. Troviamo allora alterazioni fisiologiche e, soprattutto,  una tendenza alla scindibilità della psiche. Quest'ultima, come ci ha insegnato Carl Gustav Jung, si organizza in complessi a tonalità affettiva più o meno coscienti, e il compito dell'Io è di dialogare con quelli, tra di essi, che non sono stati ancora integrati e/o riconosciuti. Tutto questo mi serve per ricordare che l'uomo è un animale culturale votato alla ricerca di un'armonia tra aspetti opposti e complementari del suo essere. Ignacio Matte Blanco, lo psicoanalista cileno mai abbastanza apprezzato per la sua revisione della psicoanalisi freudiana, ha parlato non a caso di due modi di essere antinomici e profondamente intrecciati: il modo di essere a-simmetrico/dividente e quello simmetrico/omogeneo. In parole semplici, noi sperimentiamo la realtà attraverso due diverse modalità, una soggetta alle regole della logica e del principio di non contraddizione, l'altra quasi esente da questi vincoli, dunque profondamente perturbante quando irrompe - ad esempio mediante emozioni intense - nella vita di tutti i giorni. La verità di una vita, quindi, è il risultato di un'appassionante e difficile impresa di composizione tra elementi in contraddizione. Sentirsi "uno" nel continuum del nostro racconto autobiografico non è mai opera facile né scontata. Gettare un ponte tra coscienza e inconscio è, non a caso, il compito precipuo della psicoanalisi. Lo stesso vale per l'analisi filosofica, laddove all'opera psicodinamica si aggiunge il paziente lavoro di cucitura tra il mondo interno e la realtà esterna collettiva con i suoi miti ordinatori di senso. Il nesso che permette a piani del Sé e della vita spesso incomunicabili di parlarsi, è quello fornito dalla vita simbolica. I simboli, le metafore, l'immaginazione creatrice affondano le radici nel corpo e lo trascendono verso un senso superiore di unità, capace di integrare i "molti" che siamo nello spirito dell'Intero. Oltre l'Io. Verso una totalità dell'Essere originaria eppure sempre sfuggente per l'animale uomo.

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