martedì 21 ottobre 2014

New Age e spiritualità laica


Il metodo biografico non solo mi è caro, soprattutto mi è indispensabile per entrare in contatto con i miei clienti e analizzanti. Sebbene la crisi della modernità sia giunta a uno stato avanzato di problematicità, non possiamo comunque negare che l'individuo - liberato dai vincoli di appartenenze comunitarie non scelte - abbia conquistato storicamente il diritto (almeno in linea di principio) di cercare la propria via, operando una selezione personalissima rispetto ai contributi provenienti da tradizioni culturali diverse. Questa è l'eredità, preziosa e poco risconosciuta, della modernità. Diventare se stessi, tuttavia, implica una grande responsabilità (soggettiva e collettiva). Trovare un orientamento di vita, oggi più che mai, significa abbandonare i dogmi sanciti da una qualche autorità esterna per aprirsi a nuove forme di consapevolezza. Partendo apparentemente dalle stesse premesse, ma senza la consapevolezza dei passaggi epocali che hanno condotto alla situazioni odierna, si vanno diffondendo mille percorsi new age di "crescita personale". Chi sono io per ritenere questi cammini individuativi meno utili di altri? In verità non è questo che penso. Ritengo però che si debba prestare, come in ogni sperimentazione che si voglia seria, grande attenzione ai "maestri" che si incontrano per la via e alle visioni del mondo che vorrebbero, con un'incuria intellettuale addirittura ostentata, mischiare tutto e il contrario di tutto. Esaminando i discorsi di tanti sedicenti "guru" che offrono le loro "conoscenze" agli esseri umani del terzo millennio, ci troviamo spesso dinnanzi a un'inquietante cocktail di luoghi comuni, manipolazioni psicologiche e assunti pseudoesoterici. Il dubbio, facile da confermare, è che tutto finisca per gravitare nei dintorni del potere personale e della ricchezza. In questo senso, allontanarsi dalle religioni tradizionali, contestando giustamente la segreta complicità che le ha legate ai poteri temporali più violenti, non è sempre garanzia di una spiritualità più libera e consapevole di sé. Un approccio laico allo Spirito, che non escluda i cammini confessionali più noti ma nemmeno li consideri obbligatori, è diventato sempre più necessario, ma deve accompagnarsi a un'adeguata comprensione delle nostre condizioni storiche e culturali. Questo perché, quando la vita perde il suo centro simbolico e la sofferenza dilaga, l'individuo ha bisogno di aprirsi a un Senso che trascenda l'io e le sue pretese di appropriazione. Diversi percorsi new age, che sembrano alludere a una meta del genere, in realtà non di rado rafforzano l'egocentrismo e diventano occasioni per accumulare profitti sulla pelle di chi è in difficoltà. Quando ciò accade risulta più chiaro che il dio adorato in questi nuovi riti è sempre lui: Mammona, il denaro che si accumula. Dovunque all'odore d'incenso si mescoli quello del capitale e degli interessi privati, possiamo star certi che lì non abita più lo Spirito.

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