martedì 28 ottobre 2014

Empatia: un processo singolare universale


Empatia: concetto chiave per tutte le relazioni di aiuto. Entrare in empatia con l'altro significa sentire "da dentro" quello che un altro essere umano sta provando. Questa capacità di immedesimarci almeno in parte con il vissuto altrui ha le sue condizioni di possibilità nei neuroni specchio e in una buona sintonizzazione emotiva appresa nel rapporto tra madre e bambino e nelle successive interazioni sociali. Con questo voglio dire che si può imparare a essere maggiormente empatici. Qui contano, insomma, tanto la disposizione innata quanto l'apprendimento. Non è quindi mai troppo tardi per "allenarsi" a comprendere empaticamente ciò che sta vivendo un'altra persona. Ognuno di noi, infatti, è unico e irripetibile, ma questo non toglie che appartenendo alla stessa specie gli uomini si trovino spesso a condividere esperienze vitali simili. In fondo anche la teoria degli archetipi poggia sulla consapevolezza che ogni individuo è chiamato, nel corso della sua esistenza, ad affrontare dei temi "universali" (la separazione dai genitori, la costruzione di legami affettivi, la lotta contro il male, la cura del dolore, il processo di individuazione, il fronteggiamento della morte, ecc.). Mostrare empatia, secondo questa prospettiva attenta agli aspetti etologici e culturali della vita umana, richiede un equlibrio costante tra attenzione all'unicità del nostro interlocutore e percezione della comune inter-dipendenza che ci fonda come esseri umani. Ecco perché, quando si sceglie la via delle relazioni autentiche - che poggiano per definizione sul rispetto, sulla fiducia reciproca e sull'empatia - sentiamo di prendere parte come mai prima a qualcosa più grande di noi, alla comune famiglia umana. Questo senso di appartenenza e di vicinanza, così minacciato dall'atomismo dei rapporti strumentali nell'odierna società di mercato, è una forma di resistenza non violenta alla cultura della concorrenza globale e dell'egocentrismo narcisistico. Da qui dobbiamo ripartire, dal sentire-con-l'altro, per rifondare le basi di una convivenza pacifica tra esseri umani. Perché non potremo mai uscire dai conflitti che lacerano la vita quotidiana (individuale e collettiva) senza provare a comprendere le ragioni e i sentimenti dell'altro.

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