mercoledì 8 ottobre 2014

Amore e relazioni di coppia


Uno degli argomenti più frequenti, che mi trovo a condividere con le persone che intraprendono un percorso di crescita, è quello dell'amore, dei sentimenti e della sessualità. Se da un lato questo è perfettamente comprensibile (chi, prima o poi, non desidera una vita sentimentale che sia piacevole, sufficientemente stabile e aperta alla progettualità?), dall'altro rischiamo di non cogliere la portata epocale delle problematiche attinenti al rapporto tra i sessi. L'ansia da prestazione, la paura di non trovare un partner soddisfacente, la sofferenza per il crollo dell'idealizzazione alimentata nella fase dell'innamoramento, la fatica quotidiana nel coniugare tenerezza, ascolto e slancio erotico, tutto questo e molto altro preoccupa gli essere umani alle soglie del nuovo millennio. Non che tali questioni non fossero importanti in altre epoche, ma la verità è che l'amore sta diventando per molti l'unica via di fuga dal clima irrespirabile di una società tutta centrata sulla prestazione e sulla concorrenza. Una volta indebolite le grandi utopie di trasformazione sociale e caduti nella trappola del Mercato che diffonde esclusione o conformismo a seconda delle sue necessità, l'amore sembra rimasto l'ultimo punto di appoggio per chi vorrebbe raggiungere un po' di felicità in questo mondo. Dio è morto, verrebbe da dire riprendendo il noto adagio nietzschiano, e l'io fragile di questi tempi cerca nell'anima gemella quel senso di vitalità, ma anche di protezione e stabilità, che solo un orientamento di fondo dell'esistenza può offrire. Ecco, allora, che i normali rapporti, quelli reali, sembrano sempre troppo poco. Deludono, anzi, soprattutto sul versante dell'eccitamento sessuale e delle promesse di godimento che la pubblicità annuncia da ogni schermo. Quando mai, infatti, una relazione di coppia autentica può rispettare i ritmi e garantire i livelli di performance promossi dalla cultura della prestazione e delle merci? Il cammino amoroso diventa allora frustrante, poiché non garantisce affatto quella felicità e quel piacere che sembrava promettere all'uomo contemporaneo. Né tantomeno implica alcuna sicurezza, proprio perché la continua reversibilità delle scelte mette in discussione qualsiasi legame che si ponga come "naturalmente" di lunga durata. Eppure, al fondo dello sconforto, scorgiamo la scintilla di una nuova opportunità. Costruire un amore che coniughi, nei limiti del possibile, affetto, piacere condiviso e progetto comune, diventa uno dei compiti spirituali più attuali in vista della trascendenza graduale delle illusioni dell'ego. L'amore vero frustra le pretese infantili di un facile appagamento e ci costringe a diventare grandi, a fare delle rinunce. Il giusto equilibro tra pienezza vissuta e abbandono delle pretese di felicità assoluta sembra oggi, per quanto riguarda soprattutto le persone che cercano l'amore, un obiettivo spiritualmente perseguibile. Un primo passo per riconoscere che la nostra gioia non proviene mai da un'altra persona (che vorremmo perfetta), ma dall'incontro tra anime che, amandosi, cercano di aprirsi a quel Terzo che un giorno si chiamava Dio e oggi, laicamente, vogliamo chiamare Relazione.

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