martedì 16 settembre 2014

L’Analisi Biografica a Orientamento Filosofico (ABOF)

http://www.scuolaphilo.it/docs/Madera-abof.pdf

Nell’attuale società di mercato – caratterizzata dal culto del denaro, dall’ansia di prestazione in ogni campo e dalla competizione di tutti contro tutti – i normali passaggi della vita (adolescenza, autonomia rispetto alla famiglia di origine, relazioni di coppia, inserimento nel mondo del lavoro e crescita professionale, genitorialità, distacco dai figli, malattia, invecchiamento e avvicinamento alla morte) sono diventati spesso difficili da gestire, anche a fronte di un indebolimento dei legami sociali di prossimità. La sofferenza e il disagio esistenziale, oggi sempre più diffusi, secondo l’ABOF non affondano le loro radici nella scarsità o inappropriatezza delle cure ricevute dall’individuo durante l’infanzia (sebbene a volte quest’ultime possano essere riconosciute come effettive concause). L’origine del disorientamento epidemico che affligge l’uomo contemporaneo, in un’ottica filosofica, è piuttosto rinvenibile nella crisi complessiva della nostra civiltà e dei relativi modelli di comprensione/trasformazione della realtà. Il problema, quindi, è tanto storico-culturale quanto individuale. Esiste d’altronde, ben prima di qualunque “deviazione psicologica” che sfoci in una patologia conclamata, un’angoscia di base connaturata al semplice fatto di essere uomini, esposti quindi al rischio del non-senso. Questa angoscia, come suggerisce il filosofo danese Sören Kierkegaard, è il risultato di una tensione profonda che attraversa ognuno di noi, tensione tra i poli opposti della possibilità e della necessità, del finito e dell’infinito. Altrettanta sofferenza, non certo patologica, ma purtroppo “normale” e abituale, deriva da due inquinanti mentali che il buddhismo ha identificato nell’attaccamento e nell’avversione. Il desiderio duplice di non perdere il piacere (attaccamento) e di evitare il dolore (avversione), essendo impossibile da soddisfare per chiunque, non può che generare un conflitto costante che allontana l’essere umano dal presente, imprigionandolo nel rimpianto verso il passato o nell’attesa ansiosa verso il futuro. L’uscita da questa condizione esistenziale di spaesamento e incertezza richiede il coraggio di sobbarcarsi il peso della libertà, della scelta e della responsabilità, tre aspetti centrali e fondamentali della vita adulta.

La possibilità di definire un orientamento di fondo, che sia stabile e consenta di affrontare con il giusto spirito gli eventi di ogni giorno, dipende essenzialmente dal fatto di aver trovato e riconosciuto un Senso nella propria vita, capace di giustificare in qualche modo il dolore e di celebrare con gratitudine i momenti di gioia vissuti. L’analisi biografica a orientamento filosofico fonde e rinnova le intuizioni più interessanti maturate nel campo della psicologia del profondo e della filosofia come stile di vita, istituendo un vero e proprio percorso dialogico di ricerca del senso.
Tale percorso, che non ha limiti di tempo prefissati, stimola la persona a costruire, con l’aiuto dell’analista filosofo, un racconto della propria storia di vita capace di mantenere la rotta e di offrire una direzione vivente (il senso!) anche nei passaggi più difficili dell’esistenza, mobilitando – ad esempio attraverso l’analisi dei sogni e il gioco della sabbia – alcune capacità creative ed espressive dell’individuo ancora poco esplorate o addirittura inconsapevoli. Questa apertura al senso implica, filosoficamente, la disponibilità a trascendere le nostre pretese egoistiche e a riconoscerci parte di qualcosa di più grande che, superandoci, tuttavia ci accoglie e ci contiene.

Chi si rivolge all’analista filosofo non è – tranne nel caso in cui il professionista sia anche uno psicoterapeuta – una persona che soffre di sintomi o problematiche psicogene, ma è piuttosto un comune essere umano alle prese con il compito (universale) di dare senso al proprio destino, affrontando con coscienza e fiducia le trasformazioni richieste nelle diverse età della vita. La differenza sostanziale tra l’analisi e gli interventi clinico-terapeutici praticati in ambito sanitario e privato può essere così sintetizzata: “l’analisi non risponde a bisogni immediati, né di sradicamento degli effetti sintomatici, né di compensazione di mancanze affettive. L’analista non è lì per fare da madre o da padre sostitutivo, da compagno o da compagna e, soprattutto, non può prendersi in carico il sintomo e la missione di combatterlo. Si fa piuttosto garante dei diritti di espressione del sintomo, della dignità e del dovere del suo ascolto […] Potremmo dire che la sostanza della cura analitica consiste nel doppio movimento reciproco e intrecciato di espressione e riconoscimento” (R. Màdera, La carta del senso. Psicologia del profondo e vita filosofica, pagg. XII-XIII, Raffaello Cortina, Milano, 2012).
In altre parole, non si sceglie un’analisi biografica per guarire da qualcosa, ma per cominciare a prendersi cura di sé in ogni momento della propria esistenza, riconoscendo degna di essere vissuta solo una vita che si interroghi su se stessa in modo sincero, esigente ed autentico.

La figura dell’analista biografico a orientamento filosofico opera in Italia nel rispetto della Legge n. 4/2013 (“Disposizioni in materia di professioni non organizzate”). Altre informazioni sull'ABOF e sui soci della Società degli Analisti Biografici a Orientamento Filosofico (SABOF) possono essere trovate nel sito www.sabof.it .

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