giovedì 25 settembre 2014

La goccia beata

Non ho dubbi sul fatto che si viva per essere felici. Ma sarebbe un errore madornale pensare che “felicità” significhi per tutti la stessa cosa. In altre parole, possiamo dire che nell’uomo c’è sicuramente un tendere al bene. La questione, delicatissima, è se questo bene possa comunicarsi anche agli altri, diventando bene comune e condiviso, o se assuma i connotati di un bene esclusivo, dunque privato. Non riusciremo a risolvere questa lacerante contraddizione. Inevitabilmente vivere vuol dire rispondere ad almeno due impulsi antichissimi e apparentemente antitetici: la spinta all’autoconservazione e la tensione a superare i limiti dell’egoismo per approdare a uno stato dinamico di apertura fiduciosa. Uomini e donne di questo mondo, per quanto dolga ammetterlo, sono e saranno sempre lacerati tra i due poli della natura umana. Questo dilemma però, lungi dal consegnarci alla disperazione e all’insoddisfazione perpetua, può alimentare il desiderio di condurre una vita più saggia e consapevole. Una vita pienamente umana intravede nella storia delle culture un universale anelito alla liberazione. Liberazione dal male e della sofferenza, senza dubbio, in direzione di una gioia che abbracci comunque tutti gli aspetti della realtà (luminosi o turpi che siano), superando l’angoscia insita nella ricerca ansiosa dei quotidiani piaceri, visti troppo spesso come brevi e transitori momenti di benessere in una vita esposta al potere soverchiante del tempo che scorre e tutto dissolve. Ecco dunque l’esigenza di una liberazione integrale che possa dare all’essere umano la speranza di cogliere nell’istante fuggevole un frammento di eternità. Chi riconosce, come diceva il grande Raimon Panikkar, di essere non solo una piccola e insignificante goccia nel mare della Vita, ma anche l’Acqua stessa nella singola goccia, vive con altro spirito il tempo che gli è donato e, nonostante i limiti dolorosi dell’esistenza, intuisce i contorni di una verità estatica. Qui la felicità, come insegnano filosofia e teologia, assume il nome di beatitudine. Esserne all’altezza è il compito di una vita.

0 commenti:

Posta un commento