martedì 16 settembre 2014

Il gioco della sabbia




Ideato da Dora Kalff e sviluppato negli ultimi quarant’anni, per quanto riguarda il nostro Paese, dallo psicoanalista junghiano Paolo Aite e dai suoi allievi, il gioco della sabbia è oggi considerato, sia per gli adulti che per i bambini, una metodologia di grande efficacia nei percorsi di analisi (psicologica e filosofica). L’analizzante – utilizzando sabbia, acqua, colori e miniature che riproducono il mondo umano, animale, vegetale e minerale – dà forma spontaneamente, nei vassoi predisposti dall’analista, a delle scene tridimensionali che esprimono figurativamente le sue emozioni meno coscienti o comunque più difficili da contattare. Modellando la materia l’analizzante può convertire il suo mondo interno fatto di fantasie, emozioni e sensazioni, in un mondo visibile, accessibile ai sensi e finalmente più comprensibile. Il gioco della sabbia, impiegato all’interno dell’analisi biografica a orientamento filosofico, risulta essere uno strumento prezioso per accompagnare la persona verso una graduale e protetta presa di consapevolezza di sé e del suo potenziale nascosto.

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